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I Musei Vaticani in versione gay friendly

Un viaggio all'interno dei Musei Vaticani rivisti in chiave omosessuale. Roma si scopre la nuova capitale gay friendly dell'arte

I Musei Vaticani in versione gay friendly

Il tormento e l'estasi. Non solo il titolo di un celebre film imperniato sulla vita di Michelangelo, ma i termini più adatti per descrivere l'arte in genere e le collezioni artistiche ospitate dai Musei Vaticani: l'estasi, sublimata dal sacro fuoco della passione per l'arte, riprodotta sapientemente in sculture e affreschi; il tormento, dovuto al duro lavoro per generare opere uniche al mondo.  

Nati nel XVI secolo, grazie a Papa Giulio II, i Musei Vaticani costituiscono una delle raccolte d'opere d'arte più importanti al mondo, giacché custodiscono - al loro interno – un immenso patrimonio raccolto, nei secoli, dai vari Papi ascesi al Soglio di San Pietro. Non è errato utilizzare il termine Musei al plurale: con esso, s'intende un tesoro artistico e architettonico che include i Palazzi Vaticani, le Pinacoteche, le biblioteche, le gallerie, i Giardini e le Cappelle, il cui massimo esponente è rappresentato dalla Cappella Sistina.

La Cappella Sistina

Pur essendo, da sempre, meta classica per i turisti di tutto il mondo, i Musei Vaticani, da qualche tempo, hanno una marcia in più: sono diventati rainbow - termine inglese che simboleggia l'arcobaleno, segno distintivo per la platea gay e lgbt – ed interpretati e rivisitati in chiave gay friendly.

Sì, proprio così. Grazie all'idea geniale del tour operator Quiiky, i musei assumono una connotazione nuova, le opere si spogliano dell'ipocrisia e del bigottismo della morale religiosa imperante che, per troppo tempo, le hanno ammantate celando i più segreti misteri e raccontano nuove storie, fatte di amore e passioni incontrollabili, tutte a sfondo omosessuale.

L'idea di Quiiky e del direttore Alessio Virgiliche ha scelto come testimone per la campagna Alessandro Cecchi Paone - si è rivelata vincente, centrando pienamente il punto: considerando che Roma - pur con l'estrema vicinanza a Città del Vaticano - è una delle capitali più frequentate per il turismo gay e lgbt, perché non rivoluzionare le visite guidate ai Musei Vaticani, rendendole gay friendly? Lo scopo è dichiarato: evidenziare quei dettagli, solo apparentemente, ritenuti scabrosi e osceni, relegati in un angolo e negati dalla storia dell'arte.  

L'innegabile contributo di Papa Francesco - il quale non ha fatto mistero dell'intenzione di aprire gli orizzonti della Chiesa anche agli omosessuali - ha generato un'impennata del turismo omosessuale, ha fatto sì che cadessero il velo d’ignoranza e la mentalità cattolica repressiva che, per troppo tempo, ha circondato e rivestito l'arte antica.   

Chi decidesse di intraprendere quest'interessante visita ai Musei Vaticani, avrà a sua disposizione una guida esperta che, preliminarmente, illustrerà le opere così come sono e, in subordine, vi condurrà alla scoperta dei più grandi capolavori dell'arte, interpretati in ottica gay friendly. 

La colossale statua di Antinoo nei Musei Vaticani di RomaIl tour non mancherà di sorprese, soprattutto considerando gli autori delle opere d'arte che ci troviamo davanti: Leonardo da Vinci - il quale si riteneva avesse una relazione d'amore con l'allievo Salai, Michelangelo - artista eclettico, dall'animo raffinato e tormentato, omosessuale ma cattolico fervente alle dipendenze della Chiesa - Raffaello, Caravaggio. Da osservare attentamente sono le statue di Antinoo e dell'imperatore Adriano, il cui rapporto non era meramente epistolare.

Ecco, quindi, un susseguirsi di opere, dipinti e statue che suggeriscono le fattezze e i corpi degli amanti, venerati e amati di nascosto, dai più illustri esponenti dell'arte. I quadri a sfondo sessuale, i corpi nudi e i baci omosessuali in un'originale interpretazione del Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina, il volto del "preferito" di Leonardo da Vinci in un crescendo di stupore e ammirazione per questi uomini coraggiosi che hanno sacrificato la propria vita all'arte, sacrificando l'amore per i propri uomini, per non "tradire" la madre Chiesa, committente dei lavori.

Questo viaggio nuovo, affrontato con occhi diversi, è rivoluzionario e dall’immenso potere salvifico: restituendo una dignità - omosessuale, in questo caso - ai maestri dell'arte e alle loro opere a carattere esplicitamente sessuale, si salva e si restituisce al pubblico un patrimonio interpretativo altrimenti perso. 

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