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Est Europa on the road: prima puntata

La prima parte di un viaggio on the road nel cuore dell'Est Europa, alla scoperta di una nazione poco battuta dal turismo di massa: la Slovacchia

Est Europa on the road: prima puntata

Tutte le foto sono di Francesca Salvatore

Dopo un inverno lungo e piovoso, una tesi di dottorato che ha prosciugato ogni energia mentale, è giunto il momento di onorare la mia tradizione d'agosto: scarpe da ginnastica, tenda, sacco a pelo e via! Quest'anno, complice il poco tempo a disposizione e con un occhio particolare al portafoglio (di questi tempi...) io e il mio equipaggio (siamo in cinque) abbiamo scelto un angolo d’Europa poco battuto dai turisti: prima tappa della nostra avventura on the road è la Slovacchia, una piccola nazione poco conosciuta "costretta" a subire la concorrenza della ben più gettonata Repubblica Ceca. Da qui poi proseguiremo ancora un po’ verso est (in Polonia) per poi tornare sui nostri passi attraverso Repubblica Ceca, Germania ed Austria.

Giorno1: la nostra avventura inizia con una lunga tappa che dalla pugliese Taranto ci porta a Gemona del Friuli. Arriviamo a macinare 1040 km in un solo giorno: l'Italia è così lunga!

Giorno 2: ripartiti presto da Gemona, attraversiamo Tarvisio, la nostra porta di accesso all'Austria che, per ragioni di tempo, attraverseremo velocemente. Dopo una sosta nella incantevole Klagenfurt, ci facciamo cullare dal Worthersee, il lago che la circonda, che ci funge da salotto pomeridiano. Ci fermiamo a Hartberg per la notte, in un minuscolo campeggio comunale gestito da una energica vecchina ottuagenaria.

Bratislava e il suo centro storico: Stare Mesto

Giorno 3: lasciata Hartberg finalmente entriamo in Slovacchia! Questo paese ci colpisce per il verde a perdita d'occhio, la quiete della campagna e delle piccole periferie. Sembra di essere stati catapultati nell'Italia degli anni ‘50 con tutta la sua dolcezza e le sue speranze. Gli Slovacchi sembrano affabili e ci accolgono nel migliore dei modi. Giungiamo a Bratislava, la piccola capitale slovacca a cui dedichiamo questo primo giorno senza auto. L'impatto con la città è abbastanza forte: un'enorme area moderna, ricca di palazzoni fatiscenti ci impressiona non poco. Ma siam pronti a ricrederci di fronte al suo accogliente centro storico: lo Stare Mesto. Un labirinto di vicoli e stradine che si snodano verso la Cattedrale di San Martino: imponente, in stile gotico europeo svetta sulla città. Qui venivano incoronati i sovrani ungheresi quando la Grande Moravia era parte integrante del regno d'Ungheria. Sotto una pioggia incessante ci perdiamo fra le mille stradine e i localini di questo salotto cittadino. Ma il tempo incalza e questa sarà una visita breve: si riparte!

Castello di Bojnice

Giorno 4: 182 km in direzione nord-est, raggiungiamo Bojnice. Il piccolo centro ospita il grande castello (che ci ricorda vagamente la fiaba della bella addormentata) sulle rive del fiume Nitra. Da qui è passata la storia dell'intera Slovacchia: dai tempi in cui era un complesso di legno passando per Re Mattia Corvino fino a Jan Palffy, ultimo castellano che volle che il complesso assumesse l'aspetto dei castelli della Loira francesi (e ci è riuscito, diremmo!). La visita ci porta fra le stanze dei castellani assaporando la vita di questo mondo in miniatura. Per i più coraggiosi: qui, a maggio di ogni anno, si tiene il festival internazionale dei fantasmi!

Giorno 5: Dopo una notte passata sotto fulmini e saette, con il rischio di essere travolti da un fiume in quasi esondazione, percorriamo appena 40 km verso nord per raggiungere Cicmany. Siamo estasiati: questo piccolo centro, patrimonio UNESCO, è un nugolo di case di legno decorato con bianchi motivi geometrici. La pioggia ci grazia ed è un piacere perdersi fra i cortili e i giardini di questo villaggio immerso nel verde, spiando qui e lì (senza disturbare) le abitazioni degli appena 186 abitanti che, schivi ma generosi, "tollerano" gli stranieri venuti dal caso che si aggirano fra i loro cortili e le loro siepi multicolore.

Una tipica casa di Cicmany

Giorno 6: lasciata a malincuore Cicmany, ci dirigiamo 130 km verso est per raggiungere Demanovska Dolina. Questo grande complesso di grotte carsiche permette ai visitatori di scendere di una cinquantina di metri nel sottosuolo per un percorso di 1 km tra spettacolari sali e scendi fra stalattiti e stalagmiti, laghetti e scivolosi pendii. Attrezzati come l'Armata Rossa, ci perdiamo nel labirinto di cunicoli alla costante temperatura di 0 gradi che ghiaccia qualsiasi gocciolina d'acqua cada dal soffitto delle grotte (ed anche le nostre mani!). Uno spettacolo continuo di bagliori e perlescenze. Riemergere alla temperatura di 15 gradi? Un vero piacere! 

Le fredde grotte di Demanovska Dolina

Giorno 7: sopravvissuti alle temperature polari delle doline slovacche percorriamo 100 km verso est per raggiungere il "Paradiso Slovacco": il Narodny Park Slovensky Raj. Complice la lingua di non facile comprensione, presi dall'entusiasmo da giovani marmotte, scegliamo uno dei tanti sentieri che si perdono nell'immenso parco. Ben presto siamo in trappola: non si tratta di facili sentieri di montagna ma di un percorso alla marines nel quale procedere a carponi (prima), immersi nel fiume (poi) e di qualche arrampicata su ponticelli provvisori, unica traccia del passaggio umano. Uno spettacolo della natura senza eguali che ci lascia senza fiato e che ci fa sentire moderni Dottor Livingstone, solleticati da farfalle e rallegrati dallo sciabordio dell'acqua. Bilancio della giornata: una caviglia slogata (la mia), un caduto in acqua, varie scivolate, graffi e tagli. Coperti di fango, con caviglie e ginocchia sbucciate concludiamo felici questa giornata!

A

Continua a piovere ma… il viaggio continua....

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