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El Dia de los Muertos in Messico: tra festa e tradizioni

El Dia de los Muertos in Messico come insieme tra culture pre ispaniche e tradizioni occidentali, una festa che unisce commemorazione e gioia

Marco Minei
El Dia de los Muertos in Messico: tra festa e tradizioni

Il 2 novembre di ogni anno, in Messico, la popolazione si prepara a vivere una delle giornate più importanti dell’anno ovvero El Dia de los Muertos. In questo stato dell'America Latina, infatti, il Giorno dei Morti è il risultato di una preparazione durata una settimana, molto simile a quella che precede il nostro Natale, ed assume un’importanza del tutto differente dalle tradizioni europe.


La tradizione

Secondo la tradizione popolare messicana, El Dia de los Muertos è un giorno intriso di allegria e spensieratezza dove i defunti tornano dall’oltretomba per riabbracciare amici e parenti, i quali, per accoglierli decorano le tombe con fiori variopinti e costruiscono davanti alle lapidi piccoli "altari" privati - chiamati ofrendas - con foto, liquori, sigarette e altri oggetti cari al defunto.

Alcune donne intente a decorare le tombe dei propri cari in vista della celebrazione de El Dia de los muertos in MessicoFoto: "CemetarioAlmoloyaRio1995" by AlejandroLinaresGarcia - Own work. Licensed under GFDL via Commons.

Alcuni si accampano tra un sepolcro e l’altro per passare la notte vicino ai propri morti, altri invece negli stesi cimiteri organizzano dei veri e propri picnic. Generose ofrendas sono allestite anche nelle case, nei locali e nelle piazze principali. Ce ne sono di ogni tipo, dalle più semplici e "caserecce" a vere e proprie sculture d’artista che raffigurano il defunto nelle sue attività terrene preferite. Alcune famiglie, inoltre, lasciano cibo e bevande davanti alla porta di casa, insieme a un cuscino e a una coperta: al suo ritorno così, il morto potrà rifocillarsi e schiacciare un pisolino. Naturalmente, come ogni anno, anche El Día de los Muertos 2015 non sarà da meno.

Le origini

Questa pratica celebrativa e connessa alla concezione della festa ha origini molto antiche: nell’era precolombiana il concetto di morte era strettamente legato a quello di viaggio e di rinascita, infatti si pensava che a seconda dell’evento che aveva generato la morte si partiva per un altro luogo e dopo 4 anni si aveva la possibilità di ritornare sulla terra. Da qui i messicani hanno dato vita alla credenza che ogni anno i defunti hanno il permesso di ritornare sulla terra a visitare le persone amate in vita.

Un tipico altare addobbato con tanto di spumante per festeggiare El Dia de los muertos, MessicoFoto: Maricelafi (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Questo rinnovato contatto genera una situazione molto particolare dove la nostalgia e il divertimento vanno di pari passo: coriandoli fluorescenti, altari di calendule e piume, danze, parate in costume, candele, cibo, fotografie e teschi dai colori vivaci (con tanto di rime ed epitaffi annessi) animano le strade e le case. In alcune città si tengono festival e concorsi culturali e artistici dedicati al disegno, alle fotografie o alla produzione del migliore “pan de muerto”, un pane dolce tradizionale.

La Catrina ovvero la più celebre rappresentazione di Si organizzano anche dei concorsi in cui si sceglie il costume che meglio rappresenta La Catrina ovvero la più celebre rappresentazione di "Su Majestad La Muerte", creata dall'immaginazione e dal senso dell'umorismo del grande incisore messicano José Guadalupe Posada, il tutto a formare un coloratissimo carnevale di luci e colori. 

Le offerte collocate sugli altari rappresentano i quattro elementi primordiali della natura: la terra, rappresentata dai frutti che nutrono le anime con il loro profumo, il vento, rappresentato dal papel picado, una fine carta bucherellata tradizionale del Messico che, per via della sua leggerezza, si muove alla minima brezza, l'acqua, versata all'interno di un recipiente affinché le anime che vengono a farci visita possano dissetarsi dopo il lungo percorso che intraprendono per raggiungere il loro altare e, infine, il fuoco, sotto forma di candele e lumini: per rispettare la tradizione, se ne accendono sempre due, uno per l'anima da commemorare e uno per un'anima dimenticata.

Foto: "Catrinas 2": © Tomas Castelazo, www.tomascastelazo.com / Wikimedia Commons.
Licensed under CC BY-SA 3.0 via Commons.

Tra gli altri elementi che si possono ammirare presso gli altari troverete il pan de muertos, i ceri, i teschi di zucchero, i dolci di zucca, frutta, acqua, pulque, mezcal o tequila, un piatto di sale e una croce che indica i quattro punti cardinali per aiutare le anime a ritrovare la loro strada del ritorno.

Il tradizionale Pan de el Dia de los muertos in MessicoFoto: Marlene (Own work) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Come raggiungere il Messico

Per arrivare nello stato sudamericano purtroppo dall’Italia non esistono sono voli diretti per il Messico. Madrid è ben collegata con Città del Messico da voli Iberia (circa 10 ore di volo), ma in alternativa si può fare scalo ad Amsterdam con la KLM oppure a Londra con la British Airways. Può essere conveniente fare scalo negli Stati Uniti e poi proseguire per il Messico con una compagnia statunitense - ad esempio, da Atlanta (Delta Airlines) o da New York (United Airlines) - per Città del Messico o per molte altre città messicane. Pernottare nella capitale messicana, poi, non ha costi eccessivi: naturalmente accanto agli hotel di lusso vi sono numerosissimi altri alberghi o ostelli dove i prezzi non salgono oltre i 20€/30€ a notte con colazione compresa.

Se la vostra idea è quindi quella di trascorrere in modo diverso i primi due giorni di novembre da come avete sempre fatto, il Messico con la sua spettacolare festa del El Dia de los Muertos sarà il posto ideale per unire la commemorazione dei propri cari estinti ed allo stesso tempo festeggiare la loro pace eterna.

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Autore: Marco Minei
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