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Egitto: portati alla luce 8 milioni di cani mummificati

A 30 km da Il Cairo gli archeologici hanno ultimato gli scavi in un sistema di catacombe: all'interno sono stati trovati 8 milioni di cani mummificati

Egitto: portati alla luce 8 milioni di cani mummificati

A Saqqara gli archeologi hanno ultimato i lavori cominciati nel XIX secolo, quando emersero le prime tracce di un complesso sistema di catacombe. Discovery News, che per prima ha dato la notizia, riporta che all’interno sono stati trovati 8 milioni di animali mummificati, per la stragrande maggioranza cani.

Saqqara è un importante località a 30 km da Il Cairo che per svariati secoli durante l’Impero Egizio ospitava la necropoli reale. Fonti certe rivelano che qui furono seppelliti i faraoni e loro parenti almeno fino alla III dinastia, prima che la località venisse destituita in favore della nuova realizzata a Giza.

Oggi, sebbene poco nota al grande pubblico, Saqqara è un importantissimo sito archeologico, il più ricco di tutto l’Egitto, meta turistica per chi vuole percorrere gli itinerari dell’Antico Egitto attraverso i luoghi che ne hanno caratterizzato la storia attraverso il culto dei morti. Nel suo territorio si trova la piramide a gradoni di Djoser, quella che – fino a questo momento – è considerata la più antica piramide egiziana.

Sono proprio i percorsi che attraversano la cultura dei morti nell’Antico Egitto i più interessanti nella zona di Saqqara, che fu costruita per essere una necropoli e in cui, nei secoli, si sono aggiunti numerosi altri edifici collegati al culto dei morti, fino al periodo copto.

Nel territorio di questa località si trova uno dei più importanti templi dedicati al Dio Anubi, che secondo le credenze antiche era il protettore delle necropoli e del mondo dei morti. Con la testa da sciacallo e il corpo da uomo, Anubi è stata una delle divinità più rappresentate nell’iconografia egizia, nonché uno degli dei più rispettati e venerati.

Il ritrovamento degli 8 milioni di cadaveri di cane mummificati all’interno del sistema catacombale di Saqqara, secondo gli studiosi è direttamente collegato alla venerazione del Dio Anubi: nell’Antico Egitto, infatti, era usanza sacrificare un cane (o un animale da compagnia) al Dio in segno di riconoscenza e Saqqara, in questo senso, può essere considerata come la località fulcro per il culto dei morti.

I suoi dintorni erano molto popolati e gli edifici dedicati al culto dei morti erano meta di tantissimi turisti e pellegrini che volevano rendere omaggio al Dio Anubi: nelle immediate vicinanze delle catacombe, gli studiosi hanno accertato che fossero presenti degli allevamenti di animali di vario tipo, ma soprattutto cani, che venivano fatti nascere e crescere all’unico scopo del sacrificio.

Nella catacomba sono stati ritrovati cani di ogni età, molti cuccioli di poche ore o pochi giorni, ma anche numerosi adulti, che si ipotizza abbiano trascorso la loro vita all’interno del tempio di Anubi e tra le catacombe, divenendo, quindi, degli animali meritevoli di rispetto.

A differenza con quanto constatato nelle precedenti scoperte, le mummie di questi cani non sembra siano stati uccisi a causa di un’azione fisica ma, più verosimilmente, sono stati lasciati morire di fame e di stenti.

I corpi sono stati rinvenuti all’interno di recipienti di argilla simili a grosse anfore, per lo più ottimamente conservati.

Una curiosità:
come in tanti lavori, spesso vengono dati dei nomi ad alcuni ritrovamenti, il cane più grande meglio conservato è stato infatti soprannominato Houdini, mentre un secondo, ritrovato in un vaso rotto, quindi non altrettanto ben conservato, è stato soprannominato Chewie.
Uno dei ritrovamenti più curiosi, due cani mummificati in un'unica anfora risalenti a circa 3000 anni fa Ecco il ritrovamento la mummia di Chewiw

Ritornando agli scavi, ritrovamenti simili non sono rari negli scavi in Egitto anche se gli studiosi ancora devono approfondire queste usanze, di cui ancora non si hanno abbastanza informazioni. Si sa solo che gli animali che secondo la cultura egizia erano considerati sacri, nella maggior parte dei casi andavano incontro a morte certa prematuramente, spesso non superavano i 6 mesi di vita.

Tra le altre scoperte, la conclusione dei lavori di scavo nel sito ha portato alla luce anche il fossile di un gigante marino estinto, che stando alla datazione al Carbonio-14 risalirebbe a circa 48 milioni di anni fa: gli archeologi sono impegnati a capire se chi ha realizzato quelle costruzioni fosse a conoscenza dello straordinario reperto o se, invece, fosse nascosto.

Con questa straordinaria scoperta, Saqqara torna agli onori delle cronache e si prepara a ricevere un’ondata turistica senza precedenti. D’altronde, la vicinanza alle più famose Il Cairo e Giza, la rende piuttosto appetibile ai turisti alla ricerca di avventura e di racconti mitologici sull’antica cultura egizia.

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