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Due giorni a Novara: una città che stupisce

Due giorni a Novara e dintorni fra architetture strabilianti, risaie a perdita d'occhio, natura e enogastronomia tipica, alla scoperta di un territorio di una bellezza e ricchezza inaspettate

Due giorni a Novara: una città che stupisce

Poche fermate di treno separano la piemontese Novara da Milano. Ancora meno è la distanza dall’area fieristica che tra poco ospiterà l’Expo 2015. In mezzora, infatti, facilmente raggiungiamo il cuore di questa piccola città di confine, meta del nostro viaggio ed elegante salotto a cielo aperto che ha saputo sapientemente valorizzare le proprie peculiarità e tradizioni offrendo ai turisti un’esperienza di viaggio difficile da dimenticare.


I° giorno: Novara

Il salam de la duja, salame tipico del novarese

Mattina: la nostra prima tappa è gastronomica: l’osteria “Circolo XXV Aprile” (indirizzo: vicolo S. Giacomo), dove facciamo subito la conoscenza della duja – salume simile per nome alla Nduja calabrese ma non piccante – della fidighina, succulento salame di fegato, del gorgonzola dop (dolce e piccante) e, infine, di quello che è il vero protagonista di questo weekend: il riso, e in particolare la Paniscia, ricetta contadina in cui la grande semplicità del sapore delle verdure dell’orto viene arricchito dal carattere deciso della duja

Pomeriggio: curiosi di scoprire di più su questo luogo, ci apprestiamo a salire sulla Cupola dell’Antonelli per ammirare Novara dall’alto dei suoi 121 metri.

Simbolo della città e opera di Alessandro Antonelli (Ghemme, 1798 - Torino, 1888) architetto della Mole Antonelliana di Torino, è una sorta di “bussola”, un punto di riferimento che fa capolino fra i tetti di Novara, in qualsiasi punto ci si trovi, persino fuori dal contesto urbano.

La straordinaria Cupola dell'Antonelli a Novara: inno alla verticalità

Dopo aver ammirato la struttura da sotto, dall’interno della Basilica di S.Gaudenzio, in modo da poter apprezzarne a pieno la straordinarietà architettonica, saliamo al primo piano, nella “sala del compasso”, in cui è custodito un oggetto particolare: un grande compasso di 11 metri, utilizzato dall’Antonelli per tracciare il cerchio perfetto delle volte della cupola.

Un paio di strette rampe di scale e, attraversate due piccole porte, Novara si apre di fronte al nostro sguardo: bellissima.

Gli antichi palazzi, le chiese, le zone più moderne: giriamo tutt’attorno per cogliere ogni particolare di quello che è un piccolo ma ricco “fazzoletto”. Da qui è facile scorgere anche i confini urbani, oltre i quali si vedono chiaramente le campagne che ospitano le rinomate risaie del novarese.

Prima di rituffarci nell’arte e nella storia di questa città un’altra tappa gastronomica: il Biscottificio Camporelli.

I biscotti Camporelli di Novara, unici al mondo

Visitata la piccola fabbrica, in cui la preparazione del prodotto è ancora prettamente artigianale, il proprietario ci racconta la storia di questo luogo – iniziata nel 1852 - e di questo prodotto, simbolo di Novara: ogni giorno, infatti, si producono tanti biscotti Camporelli quanti sono gli abitanti della città: 100mila!

Proseguiamo la visita sempre sulle orme dell’Antonelli, che, come ci spiega la nostra guida, ha lasciato la sua inconfondibile impronta, andando spesso a “sconvolgere” alcuni assetti architettonici preesistenti, come nel caso del gotico Duomo di Novara, oggi in stile neoclassico.

Visitati il Duomo, e l’affascinante Battistero, il più antico e meglio conservato monumento cristiano di Novara (fine IV sec.), attraversando la strada ci si ritrova in un luogo davvero particolare: il broletto, un “piccolo mondo“ medievale composto da un cortile chiuso da una serie di palazzi di epoche diverse, ognuno dei quali ha la sua storia.

Palazzo dell'Arengo, uno dei quattro che compongono il Broletto di Novara

Qui è ospitata la Galleria Giannoni, un interessante museo d’arte moderna tra cui spiccano alcune opere dei macchiaioli, tra cui Giovanni Fattori.

Il “Cortile Cafè”, locale di Novara da cui ammirare la Cupola dell'Antonelli sorseggiando uno spritz

Sera: è d'obbligo l'aperitivo in uno dei locali più trendy della città, Il “Cortile Cafè”, mentre ammiriamo la cupola che disegna il cielo ormai rosato del tramonto su Novara e poi a cena all'”Hostaria I due Ladroni”, dove ci aspettano i salumi tipici e un incredibile risotto venere al gorgonzola, il tutto innaffiato da vino rosso delle Colline Novaresi.

Per la notte scegliamo una delle cascine che si trovano proprio al di fuori dei confini cittadini, “La Torre dei Canonici”: un antico casale trasformato in residenza di lusso, in cui rilassarsi in una vasca idromassaggio mentre fuori il mulino ad acqua gira nel silenzio della notte.

 

II° giorno: i dintorni di Novara - Casalbeltrame, Prato Sesia, Ghemme

Mattina: il giorno dopo ci si sveglia di buon ora per un'immancabile tappa alla scoperta di una neonata e innovativa azienda produttrice di riso: l’azienda agricola “Riso Buono La Mondina”, a Casalbeltrame, ospitata in un antico casale in ristrutturazione.

Il pregiato riso Buono di Novara, varietà bianco Carnaroli e integrale Artemide

Di proprietà della famiglia Guidobono Cavalchini, qui, oltre al carnaroli “gran riserva”, un raffinato riso “invecchiato”, si produce un’innovativa varietà di riso: l’artemide, nata dal casuale incrocio fra il riso venere, di colore nero e riso di tipo Indica bianco.

Accompagnati da un paesaggio unico, fatto di risaie a perdita d’occhio e piccoli centri abitati, raggiungiamo un posto di una bellezza straordinaria: l’Abbazia dei Santi Nazario e Celso, splendido esempio di architettura religiosa benedettina nel comune di San Nazzaro Sesia. Imponente, grandiosa e di un colore rosso mattone unico, è ricca di ambienti, che si snodano lungo la complessa architettura che ospita attorno al chiostro (affrescato con scene della vita di San Benedetto), oltre alle stanze per i pellegrini e per i preti, anche un interessante museo dal museo di paramenti sacri.

La splendida Abbazia Benedettina di Nazzaro Sesia - Novara

Pomeriggio: pranzo tipico alla Trattoria Castello di Prato Sesia a base di sfiziosi antipasti tipici, di particolarissimi ravioloni ripieni di gallina e di tenerissima scottona, accompagnati da un ottimo Nebiolo locale, e si parte per una passeggiata attraverso i boschi di Prato Sesia.

Tracce del Supervulcano nelle acque del fiume Sesia - Novara

Camminiamo per alcune centinaia di metri avvolti nella natura incontaminata per assistere ad uno spettacolo unico: davanti a noi c'è il fiume Sesia costeggiato dalle le rocce del Supervucano del Sesia, un caso unico al mondo formatosi circa 60/30 milioni di anni fa a seguito dei movimenti della crosta terrestre con cui si sono generate le Alpi. Tali “rotture” hanno fatto letteralmente girare il vulcano, nato circa 300 milioni di anni fa, su un fianco, rivelandone gli strati più profondi.

Una pregiata bottiglia di Nebbiolo delle Cantine Rovellotti nel Ricetto di Ghemme - Novara

Degna conclusione di questo weekend intenso, ricco di emozioni, di informazioni e di sapori, è nel Ricetto di Ghemme, un luogo dal fascino incredibile, una realtà tutta piemontese. Raro esempio di “castello del popolo”, è un piccolo borgo medievale edificato tra l’XI e il XV secolo in cui il popolo si andava a rinchiudere per proteggersi dalle razzie degli invasori spagnoli e francesi. Qui l’azienda vinicolaRovellotti”, ha le sue cantine e al piano superiore è possibile partecipare ad una degustazione guidata per scoprire alcuni profumati nettari di questo luogo: la Vespolina, l’Erbaluce, il Nebiolo e un sublime e dolce passito.

Per chi volesse fare questa straordinaria esperienza alla scoperta dei mille volti di Novara e dei suoi dintorni basterà rivolgersi alle guide dell’Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara (Tel: 0321394059; info@turismonovara.it ) un modo per visitare questi luoghi attraverso gli occhi di chi vi è nato, di chi li vive ogni giorno e da chi li ama e quindi li sa raccontare come nessuno.

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