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Dalla Toscana alla Bassa California

Nato nella bellissima terra salentina 38 anni fa, non più giovanissimo, secondo le nuove leggi Italiane in materia pensionistica Alex è appena un ragazzino. Ancora 28-29 anni di lavoro davanti prima della pensione

Dalla Toscana alla Bassa California
                                                                                                                                 Foto di Daina Jasmine Ventura

Fino ad un anno fa, Alex (così chiameremo il nostro amico)  viveva e lavorava in Toscana, prima a Firenze e poi a Empoli, dove, insieme ad un amico, aveva messo in piedi una ditta di consulenza informatica aziendale con qualche dipendente.

Il lavoro non mancava, nemmeno negli ultimi anni di crisi e insieme a sua moglie, messicana ma in Italia da ormai 17 anni, era riuscito a comprare una casa ad Empoli e ad avere un bambino, insomma, si erano "sistemati", proprio come avevano sempre desiderato i suoi genitori.

Purtroppo però, Alex cominciava a percepire che la vita stava diventando sempre più stressante, in buona parte a causa della difficile situazione in cui oggi versano tutti i piccoli imprenditori in Italia ovvero, bassi incassi a fronte di un’elevatissima pressione fiscale e senza peraltro ricevere assolutamente nulla in cambio.

Il malessere oramai era parte integrante delle sue giornate, così, anche nei momenti di svago con gli amici, si finiva inevitabilmente a parlare della crisi e di come fosse difficile andare avanti tra stenti economici, malumori ed insofferenza.

Alex si rendeva conto che stava rischiando di perdere una delle ultime cose belle che gli rimanevano, l’entusiasmo. Così, prima che fosse troppo tardi, insieme con la sua famiglia cominciò seriamente a pensare di levare le tende e cambiare Stato.

La loro è sempre stata una "famiglia di viaggiatori", spinti dal desiderio di conoscere posti e culture nuove,  si sono spostati per anni con il Couchsurfing, un sistema che gli ha permesso di viaggiare a bassissimo costo e reinvestire i soldi risparmiati  per i viaggi successivi.

Da anni l'intera famiglia accarezzava l'idea di poter dare una svolta radicale alla loro vita  ripartendo da zero ed ormai i tempi sembravano maturi.

La scelta non era facile, ma ne cominciarono a parlare seriamente passando a vagliare le possibili destinazioni: Nuova Zelanda, Canada, Costa Rica, mentre il Messico, Paese natale della moglie di Alex, era tenuto come opzione secondaria.

Poi un giorno arrivò la consapevolezza: ora o mai più!

Quella stessa sera seduti tutti e tre attorno al tavolo della cucina, ogni componente della famiglia esponeva le cose più importanti in base alle quali avrebbero deciso la destinazione. Tutti si trovarono d'accordo su tre elementi: sole, caldo, mare!

Così, ricordando di una vacanza fatta anni prima, la moglie ed il figlio di Alex proposero la Baja California Sur, un luogo di cui ovviamente rimasero estremamente affascinati. La California del Sud, territorio messicano, è una zona desertica soleggiata, calda tutto l’anno, con un mare stupendo e decisamente tranquilla in quanto a criminalità rispetto ad altre zone del Messico.

Giocando spiaggiaTramonto in spiaggia

Foto di A. Patella Foto di A. Patella

Così Alex partì per raccogliere informazioni, un mese esplorativo per capire se quello poteva davvero essere il posto giusto dove ricominciare. Un mese passato da indigeno più che da turista, percorrendo km a piedi, bussando ovunque per lasciare curriculum e vendere la sua professionalità, informandosi sulle scuole e cercando di stringere relazioni utili per il giorno in cui sarebbe tornato con tutta la famiglia e qualche valigia.

Rientrato alla base, dopo un mese di sole, trovando di contro un tempo da lupi in patria, Alex era ormai convinto che la BCS potesse ?!?!? essere davvero il posto giusto.

Erano finalmente giunti all'ultima fase, quella più  difficile: passare dal dire al fare.

Faccende da sistemare, ditta e clienti da lasciare, casa da affittare, tonnellate di scartoffie da scansionare, mobili e suppellettili da vendere, regalare, buttare. Parenti da consolare, amici da salutare. L'ultimo passo, il più duro, prima di ritrovarsi tutti e tre con solo una valigia da 23 kili a testa e con alle spalle 16 anni di vita intensa.

Non è mai facile per nessuno tagliare gli ormeggi, comunque la mettiate. Questa verità spesso sfugge, fino a quando ce la si trova davanti.

Il primo impatto con la cultura messicana fu positivo: lì sono tutti mooooolto rilassati. È raro che la gente urli, si arrabbi per strada o dia i numeri al lavoro. Tutto viene solitamente risolto con garbo e una buona dose di sorrisi. Questo è qualcosa di cui Alex e la sua famiglia sentivano fortemente la mancanza in Italia, dove sovente entrando in un bar e salutando, la miglior risposta era un grugnito...

La calma nel fare le cose al motto: ahorita ahorita (che significa tutto e niente, da qui all'eternità) che fretta c'è?
Una maggiore libertà di fare impresa senza tonnellate di vincoli, permessi, uffici da girare e conseguenti mal di testa. Vuoi aprire un'attività? In pochi giorni si può già essere operativi e con una pressione fiscale decisamente più bassa di quella praticata in Italia.

Piace la visione del lavoro come mezzo per poter star bene e non come fine ultimo della vita. Quanto devo lavorare? Quanto basta per tacos e birra!  Per oggi ho finito... possiamo andare a festeggiare!

Così come non è da sottovalutare l'assenza del continuo lamentarsi, sport in cui l'Italiano è davvero un campione mondiale!

Ciò che invece piace meno dei messicani, è la mancanza di attenzione per i dettagli. Tutto ciò che può essere riparato con lo scotch e due colpi di martello, dal computer all'astronave spaziale, state tranquilli che lo ripareranno esattamente così, anche se i risultati a volte sono “discutibili”.

La totale mancanza di puntualità agli appuntamenti e l'approssimazione nel lavoro. Spesso la calma nel fare le cose si trasforma in lentezza estrema esasperante. 

C'è da dire che gli stessi messicani vedono la Baja Sur come un posto di relax e molto più tranquillo rispetto al resto del Paese, anche per via della temperatura elevata, quindi alcuni aspetti qui sono sicuramente più accentuati.

Scorcio di Los Cabos

                                                                                                                                  Foto di A. Patella

Oggi Alex vive a Los Cabos dove continua a fare il consulente informatico aziendale come in Italia, lavoro che ama, ma ha anche altri progetti in cantiere.

Il mese di esplorazione è servito per poter ritornare avendo  già qualche piccola commessa che ha fatto da volano per i mesi successivi, visto il budget di partenza molto limitato. Trovare lavoro non è stato difficile e il primo contratto serio Alex l’ha stipulato dopo solo cinque settimane dall'arrivo, facendo il mestiere che voleva e sapeva fare. Però con molto meno stress e più tempo libero da passare con la famiglia, magari su una delle mille splendide spiagge bianche, circondate da palme e con un mare meraviglioso, in cui nuotano delfini, balene, marlin, leoni marini e squali....

La zona di Los Cabos è all’estremo sud della penisola stretta e lunga che prosegue a sud della California ad ovest del Messico, si affaccia su due mari: Oceano Pacifico e Mar di Cortez e vive praticamente di solo turismo, principalmente statunitense e canadese. L’alta stagione va da dicembre a maggio, quando il calore è più sopportabile, e se ve la cavate con le lingue non avrete grosse difficoltà a trovare un impiego.
La comunità italiana, scarsa fino ad ora, ultimamente sta crescendo, tant’è che nel periodo natalizio è stata organizzata la prima riunione ufficiale degli italiani a Los Cabos per portare avanti incontri e iniziative culturali.

Alla domanda cosa ti manca dell'Italia, Alex risponde: Mi manca  la mia terra, il Salento, terra a cui sento di appartenere profondamente. La famiglia e gli amici per fortuna sono meno lontani grazie a Skype. 

Per loro è un periodo della vita in cui godere al massimo degli anni migliori, vivere con serenità, dare un’opportunità in più a loro figlio... e poi domani... è un altro giorno, si vedrà!

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