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Dall'Isis al terremoto in Nepal: quando muore la bellezza

Un 2015 nefasto per numerose bellezze intorno al mondo. Terrorismo Isis, conflitti, incuria sino al terremoto in Nepal: riusciremo a salvare la bellezza?

Dall'Isis al terremoto in Nepal: quando muore la bellezza

Foto: "Palmira ruins" by Aotearoa

Il mondo è pieno di luoghi magnifici, città millenarie immerse in scenari unici, in cui l'uomo secoli fa ha costruito palazzi, opere, mura, castelli e monumenti di una bellezza da togliere il fiato, architetture splendide che testimoniano la storia dell'umanità, le tradizioni di popoli, la capacità di creare qualcosa di solido e durevole nel tempo, che potesse essere visto nei secoli successivi da generazioni e generazioni.

“La bellezza salverà il mondo” tuonava il principe Myškin ne L’idiota di Dostoevskij. E ne aveva ben d’onde, visto la moltitudine di bellezza (ma anche di bruttezza) che l’umanità e la natura hanno prodotto: come se il bello, inteso come un quadro inestimabile o anche solo la semplicità di un ruscello, avessero in sé la possibilità di fermare degrado e distruzione. Non in questo 2015. Myškin di certo non poteva prevedere il dramma del terrorismo Isis o tragedie come quella del terremoto in Nepal, lo scorso aprile: eventi che hanno compromesso per sempre alcune bellezze senza tempo appartenenti al patrimonio UNESCO.

Palmira, Siria: La "palma" nel deserto (Foto in copertina)

Il 20 maggio scorso un'altra bellezza è stata definitivamente messa in pericolo: l'antica città di Palmira, patrimonio dell'Umanità secondo l'UNESCO è stata bombardata in alcuni dei sui più antichi siti. Ma il colpo al cuore, il più grande, è stata quella bandiera nera che sventolava dall'antica cittadella dopo che i miliziani dell'Isis si sono impadroniti delle principali vie di comunicazione del paese. Nessuno sa, al momento, quale sarà il destino di quella che è una delle città fra le più antiche al mondo.

Ninive, Iraq: l'antica Nimrud

In questo triste tour partiamo dall'Iraq, da quelle che erano le antiche mura della città di NiniveQueste immagini hanno scioccato il mondo intero nel febbraio scorso. Alcuni esponenti legati al mondo del terrorismo Isis che distruggono a martellate reperti, bassorilievi, statue e sacri reperti provenienti dalle antiche mura della città di Ninive risalenti a circa 3milla anni fa. Un colpo al cuore per il mondo intero aggravato dall’incomprensibile gesto: quei reperti, quei frammenti di storia sono innanzitutto storia irachena, prima di essere un patrimonio mondiale. Ergo, un terribile autogol, che altro effetto non ha se non quello di cancellare la propria stessa storia ancor prima di colpire al cuore l’occidente. Gesti talmente gratuiti ed efferati da indurre i direttori di numerosi network a non trasmettere le immagini dell’Isis che distrugge statue o altro.

Sundhara, Nepal: I

La Torre Dharhara prima del terremoto in Nepal Quel che resta della Torre Dharhara








Questa volta il terrorismo non c’entra né tantomeno l’Isis. Un terribile terremoto in Nepal, nell’aprile scorso, ha distrutto la Torre di Dharahara alta 9 piani che sorgeva nel centro di Sundhara. Già colpita dal terremoto del 1934, era stata ricostruita per preservare la sua meravigliosa vista panoramica sulla valle di Katmandu. Ma quando la natura sceglie di fare il suo corso c’è ben poco da fare.

Sana’a, Yemen: la città che fece innamorare Pasolini

Solo pochi giorni fa, abbiamo visto cadere poi, sotto gli attacchi aerei della coalizione araba a guida saudita alcuni edifici della città vecchia di Sana’a, miracolosamente sopravvissuta ai conflitti che nei secoli hanno attraversato il paese. Tre degli edifici iscritti nella celebre lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO sono stati rasi al suolo, un quarto è venuto giù in poco tempo, sbriciolandosi letteralmente. Responsabile questa volta l’eterna scissione tra Sunniti e Sciiti che ha portato a fronteggiarsi nello Yemen i ribelli Houthi, che già dalla fine del 2014 controllano la capitale, e il mondo saudita, espressione “maggioritaria” all’interno dell’Islam. Questa volta, infatti, la distruzione è figlia di una sorta di “fuoco amico” che vorrebbe impedire la caduta di Sana’a e dello Yemen nelle mani dei ribelli. 

Altra guerra, altra distruzione, questa volta la vittima è Sana'a"Sana, Yemen (4324293041)" by yeowatzup from Katlenburg-Lindau, Germany - San'a, YemenUploaded by russavia. Licensed under CC BY 2.0 via Wikimedia Commons


Hasankeyf, Turchia: una futura Atlantide

In questo 2015 così sfortunato per le bellezze mondiali la minaccia non arriva solo dal terrorismo Isis o da calamità naturali come il sisma in Nepal. Delle volte è il progresso stesso a minacciare la bellezza. Lo sa bene la piccola città di Hasankeyf nella provincia di Batman, in pieno Kurdistan turco. Una meraviglia divisa in due dal fiume Tigri nel bel mezzo dell’antica Mesopotamia: un diamante così bello da soddifare 9 criteri su 10 da quelli richiesti dall’UNESCO: uno status, quello di patrimonio Mondiale dell’Umanità, che Hasankeyf ancora non possiede. Ebbene, un tale splendore nei prossimi mesi è destinato a scomparire per sempre sott’acqua: è il prezzo da pagare per la costruzione della diga Ilisu fortemente voluta dal governo Erdogan. Una nuova città di cemento verrà costruita a monte di questa piccola valle mentre Hasankeyf e la sua storia verranno trascinate sott’acqua dal “progresso”. “Se ci allagheranno, impareremo a nuotare”, rispondono con amaro sorriso i Kurdi di Hasankeyf.

Lì dove non arrivano guerre e catastrofi arriva il finto mito del progresso                    Foto by Nevit Dilmen

L’incuria, i conflitti e forse anche l’impoverimento dei cuori. Se sciagure come quella del terremoto in Nepal non si possono prevedere, tuttavia, emergenze come il terrorismo Isis, i conflitti a bassa densità o il progresso scellerato, come nel caso kurdo, sono fenomeni umani che null’altro effetto hanno se non quello di distruggere pezzi dell’album dei ricordi dell’umanità intera. Una barbarie a cui rischiamo di abituarci e che oggi, a differenza del passato, in pochi secondi viene lanciata in diretta mondiale e arriva sui nostri smartphone e sui nostri pc.

Povero, povero principe Myškin.

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