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"Cous Cous Fest" a San Vito lo Capo

A San Vito lo Capo, fino al 27 Settembre, si terrà la XVIII edizione del Cous Cous Fest, dove assaggiare molteplici varianti di Cous Cous

"Cous Cous Fest" a San Vito lo Capo
                                                                                                                                                                                                                                        Foto: www.marrakechsensation.com

Dal 18 al 27 Settembre,  San Vito lo Capo, meravigliosa  località  balneare  in provincia  di Trapani, ospiterà  la XVIII^  edizione  del  Cous Cous Fest. In questa occasione il famoso cous cous diventa un piatto per unire il mondo,  favorendo le differenze e l'integrazione fra i popoli.

La locandina del Cous Cous Fest 2015 a San Vito Lo CapoIl vero protagonista della manifestazione è, infatti, il cous cous, piatto povero per eccellenza ma capace di fare incontrare, in questa piccola cittadina della Sicilia nord occidentale, chef provenienti da tutto il mondo all'insegna dello scambio e dell'integrazione.

Evento da vivere tra appassionanti gare gastronomiche, degustazioni, cooking slow di chef stellati, lezioni di cucina per grandi e bambini, concerti di grandi artisti italiani e internazionali, talkshow e momenti di approfondimento. Il tutto nella splendida cornice di una cittadina, che con il suo clima caldo, il suo mare cristallino e la bellezza delle sue spiagge, è la location ideale per prolungare un altro po' il piacevole relax delle vacanze estive.

La manifestazione è nata nel 1998 e si ripete compiendo un viaggio nel gusto che si snoda, tra le strade e vicoli verdeggianti, alla scoperta del cous cous preparato secondo la versione locale, a base di pesce, o le più curiose stuzzicanti varianti dei paesi esteri. I migliori vini siciliani e le specialità della cucina isolana, sono compagni d'avventura in questo itinerario all'insegna del mangiar bene. 


Storia del cous cous

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Le origini del cous cous, il piatto nazionale del Nord Africa ed in particolare del Maghreb, sono risalenti al periodo che va tra il VII e il IX secolo d. C.. La leggenda però ne data la diffusione almeno a 1000 anni prima, tra il 970 e il 930 prima di Cristo. Si racconta che il biblico Re Salomone se ne nutriva per attutire le pene sentimentali procurate dalla regina di Saba.

Come lo spezzare il pane ebraico e poi cristiano, o la condivisione del riso per la cultura orientale, il cous cous è il piatto dell'agape. Finger food ante litteram, infatti, nel mondo arabo veniva (e viene ancora oggi) consumato insieme agli altri commensali attingendo da un piatto comune e facendo delle palline con le dita, seguendo le indicazioni del Corano che ne descrive anche la ragione: con un dito mangia il diavolo, con due il Profeta e con 5 l'ingordo.

Un'immagine di una delle scorse edizioni del Cous Cous Fest di San Vito lo CapoIl cous cous è nato come alimento povero, un antico "cibo di strada" che le popolazioni nomadi dell'Africa nord-occidentale (abitanti degli attuali territori del Niger, Mali e Mauritania) consumavano per necessità, prima della sosta notturna nella tenda, avendo a disposizione per sfamarsi soltanto grano e poco altro. Dai paesi interni giunse poi nel Maghreb (Marocco, Tunisia Algeria) dove ancora oggi viene preparato secondo una ricetta a base di verdure, carne di agnello, o montone,  e brodo, accompagnato a piacere da una salsa piccante detta "harissa" a base di peperoncino, olio e aglio.
Foto: www.ilovecouscous.org
Arrivò negli altri paesi del Mediterraneo con le navi dei mercanti di spezie che solcavano i mari collegando i porti d'Italia, Spagna, Francia. Dalle coste nordafricane alla Sicilia e alla Spagna arrivò presumibilmente intorno al 1600, portato dagli Arabi a Trapani e nel territorio limitrofo, tra Favignana, Marsala, Mazara del Vallo e San Vito Lo Capo, dove ogni anno viene organizzato uno dei più importanti festival.
Il cous cous siciliano è condito con la "ghiotta", una golosa zuppa di pesce, fatta con scorfano, gallinella, cernia, gamberi e scampi. In alcune famiglie è ancora in uso la consuetudine di cucinarlo nella cuscussiera, dopo aver mescolato la semola nella mafaradda, un piatto largo e basso.


Tutti i cous cous del Cous Cous Fest


In occasione del Festival, a San Vito Lo Capo sono cucinati i cous cous più esotici e stravaganti: ecco quali sono le varianti.

  • Senegal, cous cous con carne e datteri;
  • Costa d'Avorio, cous cous con carni miste e verdure piccanti;
  • Tunisia, cous cous con carne e verdure (buonissimo è  quello con zucca gialla e montone) ;
  • Brasile, cous cous con latte di cocco, tapioca e latte condensato, oppure con pesce, uova pomodori e cuori di palma;
  • Marocco, cous cous  con carni e ceci;
  • Algeria, cous cous con pollo, patate e ceci;
  • Maghreb, la versione ricca del cous cous con carote, zucchine, patate, pomodoro, curry, pollo, manzo e frutta secca; la ricetta con il nero di seppia e anche una ricetta vegetariana con pomodoro, mandorle, carote, zucchine, sedano, piselli, verdure, curry e peperoncino;
  •  Le varianti mediterranee sono a baCous cous: la bellissima e buonissima ricetta siciliana a base di pescese di pesci, crostacei e zucchine, oppure tonno, sarde e finocchietto.
  • Il cous cous siciliano con mandorle, patate, melenzane, peperoni e zucchine;
  • In Francia si accompagna alla boullabais, la zuppa di pesce alla marsigliese;
  • In Israele i grani sono più grandi e il cous cous si cucina con zucchero, fette di arance e spezie; 
  • In Palestina i grani del cous cous sono anch'essi grossi; si impiega, inoltre, come variante, il grano integrale, frumento speziato, una qualità di grano duro Hambar fra le più pregiate. 
                                                                                                                                                                                                                                            Foto: www.gingerandtomato.com
Attraverso il Cous Cous Festival è possibile conoscere più da vicino le culture e le tradizioni dei paesi partecipanti in una deliziosa miscellanea di linguaggi e colori. Al tramonto del sole ci si può far trasportare dalle atmosfere di Al Waha, l'oasi vip sulla spiaggia di San Vito Lo Capo, dedicata al relax e al benessere.

Per gli appassionati di Cous Cous e di cucina etnica è un appuntamento assolutamente da non perdere!

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