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Costa Rica: esclusa dalla Top 10 del turismo sessuale

Nonostante il boom degli ultimi anni, la Costa Rica non rientra più tra le prime 10 mete turistiche a sfondo sessuale. Il perché? Scopriamolo insieme

Costa Rica: esclusa dalla Top 10 del turismo sessuale

Solitamente, i turisti si dirigono all'estero per visitare famose attrazioni, scoprire la cultura dei luoghi o, semplicemente, per un po' di svago e divertimento. Spesso però, forse anche per finto pudore, tra questi, vi è anche una parte di persone spinte a viaggiare alla ricerca di emozioni forti ed esperienze particolari, come quelle offerte dall'industria del turismo sessuale.

In Costa Rica lo sviluppo del turismo ha attirato l'attenzione dei "turisti del sesso", che hanno iniziato ad arrivare sempre più numerosi, in questo Paese dove il commercio del proprio corpo per prestazioni sessuali è legale, anche se è vietato speculare sulla prostituzione altrui.

La maggior parte dei viaggiatori che raggiungono l'America Centrale, partono alla ricerca delle spiagge assolate, del clima tropicale e dell'avvolgente atmosfera latina. Non a caso, negli ultimi anni, il Costa Rica è stato anche il Paese dell'America Latina in cui il turismo è cresciuto più rapidamente, con un incremento esponenziale di visitatori. Ciò ha portato, tra le tante conseguenze, un aumento della prostituzione e del commercio umano, visti come facile fonte di guadagno in un Paese povero e con forti diseguaglianze sociali. Infatti, solo nel 2012, veniva segnalato dall'Interpol come il paese latinoamericano con la più rapida crescita del turismo a sfondo sessuale.

Oggi invece, secondo recenti classifiche - stilate da siti online come www.pattayashore.com e www.therichest.com - risulta fuori dalla Top 10 delle mete del turismo sessuale. La particolare classifica vede come capolista la Thailandia, con oltre 3 milioni di persone che lavorano nel settore, seguita da Brasile, Spagna, Indonesia, Colombia, Filippine, Kenya, Paesi Bassi, Cambogia e Repubblica Dominicana.

Risulta utile, allora, capire come mai il Costa Rica, conosciuto come una delle mete più famose per questa tipologia di turismo, sia stato escluso.

Nei Paesi dell'America Centrale, le leggi sulla prostituzione sono abbastanza severe: qui la vendita del proprio corpo non è vietata, ma le attività organizzate come bordelli e sfruttamento del corpo altrui sono illegali.
Nel 1990, seguendo questa scia, il Costa Rica ha ratificato la Convenzione UN sui Diritti del Bambino e ha iniziato a proteggere i piccoli dallo sfruttamento e dall'abuso sessuale. Non di rado infatti, qui i bambini vengano spinti a questa vita dalle loro stesse famiglie, ridotte in condizioni di estrema povertà.
Il drastico incremento della prostituzione minorile ha condotto a incisive campagne per sensibilizzare l'opinione pubblica, che hanno dato un duro colpo all'industria del sesso

Negli anni, per fortuna, il governo costaricano ha cominciato ad usare la mano pesante nei confronti di chi commette reati sessuali, con l'introduzione di pene severe, come pesanti multe e lunghi periodi di detenzione.

Inoltre, anche l'Instituto Costarricense de Turismo (ICT), ha lanciato una campagna di grande visibilità per scoraggiare i turisti dall'intrattenere commerci sessuali, adottando un codice di condotta per disincentivare la gente del posto ad aiutare gli stranieri alla ricerca di avventure a pagamento.

Insomma, la prostituzione in Costa Rica resta legale, ma il tentativo è quella di regolamentarla il più possibile e tutelare i minori.

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