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Cities for life, per un mondo senza pena di morte

Anche quest'anno, oltre 1.600 città si sono illuminate per dire sì alla vita e no alla pena capitale, ancora presente in tantissimi Paesi del mondo

Cities for life, per un mondo senza pena di morte


Anche quest’anno, il 30 novembre, circa 1.600 città si sono illuminate per dire “no alla pena di morte”, ancora presente in ben 58 stati. La manifestazione Cities for life, organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, raccoglie interesse sempre maggiore, e crescente è anche l’attenzione dell'opinione pubblica per il diritto alla vita, anche di coloro che hanno commesso un reato.

Alla manifestazione aderiscono molte associazioni, organizzazioni, chiese e confessioni religiose, che dimostrano l’universalità e la trasversalità del tema. Il monumento simbolo della giornata è il Colosseo, che nell’occasione viene particolarmente illuminato; per questa giornata, infatti, oltre a convegni, manifestazioni ed eventi, si è soliti promuovere l'illuminazione di monumenti particolarmente significativi. A Genova, ad esempio, quest'anno è stata illuminata la torre scenica del Teatro Carlo Sanfelice.

Proprio il 30 novembre del lontano 1786, il granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, firmò il Codice leopoldino, con il quale si aboliva la pena capitale. Era il primo stato a farlo, seguito poi, dopo tanti anni da altri stati, che la manifestazione vorrebbe sempre aumentare, fino all'abolizione totale della pena di morte.

Roma, Giacarta, Barcellona e Genova. Sono solo alcune delle 729 città in Italia, 187 in Africa, 60 in Sud America, 109 del nord America che quest'anno hanno aderito a Cities for life, la più grande mobilitazione internazionale finora realizzata per fermare nel mondo tutte le esecuzioni capitali, creando una cultura per diffondere questo “messaggio di vita” e per influenzare le politiche su scala globale.

"La pena capitale", si legge nel manifesto del progetto, "disumanizza il mondo dando il primato alla rappresaglia e alla vendetta, mentre elimina in radice gli elementi di clemenza, perdono e riabilitazione del sistema della giustizia". Non c’è giustizia senza vita, e questa manifestazione, ieri come oggi, si ripropone di rendere più umano il mondo, dando importanza alla vita in ogni sua forma. 

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