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Case Cantoniere, le strutture ricettive che non ti aspetti

Siglato l'accordo per ridare nuova vita a 150 Case Cantoniere sparse sul territorio: diventeranno luoghi di ristoro e bed & breakfast

Case Cantoniere, le strutture ricettive che non ti aspetti

L'Italia ha un enorme patrimonio inutilizzato sul suo territorio, strutture abbandonate che con poche e amorevoli cure, potrebbero diventare gioielli ricettivi da far invidia al mondo. Tra queste ci sono le Case Cantoniere, che con il loro rosso pompeiano, ormai sbiadito dal tempo e dall'incuria, punteggiano le strade secondarie della Penisola.  

Grazie a un accordo siglato tra il Mibact, il Mit, l'Agenzia del Demanio e l'Anas, alcune delle tantissime strutture demaniali sparse nello Stivale e sulle isole, diventeranno bed and breakfast e luoghi di ristoro per i viaggiatori on the road, centri nevralgici del turismo slow e sostenibile che sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese. 

 

LE CASE CANTONIERE IN ITALIA

Sono circa 1.000 le Case Cantoniere in Italia: da Nord a Sud, dislocate lungo le strade statali storiche del Paese, le arterie secondarie quasi dimenticate dagli automobilisti che attraversano le campagne e accarezzano le coste. Con le loro curve e i saliscendi, con gli scorci più sinceri di un'Italia che merita di essere rivalutata, questi percorsi sono perfetti per chi vuole conoscere al meglio il Belpaese nella sua genuinità.  

Basta uscire da una qualsiasi autostrada per trovarsi, improvvisamente, immersi in paesaggi che sembrano estratti da un qualsiasi quadro di Francesco Lojacono o di Guglielmo Ciardi, che nelle loro tele hanno immortalato l'Italia dell'Ottocento. Da allora, poco è cambiato nei paesaggi italiani rurali e costieri e le Case Cantoniere, da quasi due secoli, sono delle vedette silenziose e poco discrete distanti circa 5 km l'una dall'altra. 

Purtroppo, dopo il loro abbandono negli anni Ottanta a causa degli elevati costi di gestione, molte di queste sono diventate quasi dei ruderi di cui nessuno si è mai fatto carico. Nonostante siano accomunate da uno stesso stile costruttivo e dal medesimo colore della facciata, non sono tutte uguali. Ed è proprio questa diversità che verrà sfruttata per la creazione di varie strutture ricettive da adibire a punti di ristoro e di soggiorno

 

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

Le Case Cantoniere sono di proprietà dell'Agenzia del Demanio, ma sono da sempre gestite dall'Anas, che con l'accordo firmato recentemente per la riqualificazione di queste strutture, si impegna a finanziarne la ristrutturazione.  

Delle oltre 1.000 case rosse, per il momento quelle interessate dall'intervento saranno 150. L'obiettivo è quello di creare una rete ricettiva moderna e funzionale senza stravolgere il territorio, offrendo ai viaggiatori alternativi, dei validi punti di appoggio lungo le strade secondarie.  

Il progetto pilota prevede, tuttavia, che delle 150 cantoniere individuate, solo 30 verranno immediatamente ristrutturate per diventare delle locande e delle osterie, proprio come nell'Ottocento o nei primi del Novecento. Tra i servizi offerti ai "viandanti", dove possibile, ci saranno anche delle autorimesse per eventuali piccole riparazioni, per permettere di proseguire nel viaggio a chi si dovesse trovare in difficoltà.

Le prime Case Cantoniere su cui l'Anas effettuerà i lavori, sono quelle presenti sul percorso della Via Francigena e su quello dell'Appia Antica, due delle strade più amate dal turismo slow in Italia che, proprio negli ultimi anni, sono state riscoperte e valorizzate.  

Il ministro Dario Franceschini si è detto più che soddisfatto dell'accordo raggiunto per la riqualificazione ed è fiducioso che questa, sia la strada giusta da percorrere per valorizzare il tesoro paesaggistico e culturale italiano. L'obiettivo è quello di far diventare il progetto una realtà concreta, un brand italiano tinto di quel rosso pompeiano famoso nel mondo.

La riqualificazione delle Case Cantoniere è solo uno dei primi step di un'operazione più grande, che mira a coinvolgere anche le tratte ferroviarie storiche dismesse, per un totale di quasi 800 km di vie ferrate che si snodano nelle zone pittoresche del Paese. Il turismo slow e sostenibile è una risorsa da sfruttare per l'Italia, Paese con il patrimonio storico, paesaggistico e culturale più variegato e ricco del mondo.

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