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Benevento si rialza dopo l'alluvione

Benevento torna alla normalità un mese dopo l'alluvione che aveva messo in ginocchio il Sannio

Benevento si rialza dopo l'alluvione

E’ passato appena un mese da quando, nel corso di una sola sciagurata notte, la città di Benevento era finita letteralmente sott’acqua. Ad esondare, il fiume Calore, compagno storico dell’antica Maleventum, che per la prima volta ha seminato il panico, sconvolgendo la tranquilla vita della città sannita. Quartieri sommersi, strade come torrenti, due morti, case invase da detriti ed una zona industriale messa in ginocchio dalla furia del fango.

Benevento alluvione

La solidarietà corre sui social

A Benevento non è stato perso tempo. Da tutta Italia è piovuta immediatamente la solidarietà di associazioni e privati cittadini che con piccoli grandi gesti hanno supportato la città delle streghe. Nelle prime ore avevano cominciato i ragazzi dell’Erasmus Student Network che, armati di scope, avevano iniziato a ripulire le strade del capoluogo sannita. Nel frattempo sul web, al “grido” telematico di #saveSannio, erano nate decine di iniziative di solidarietà dal basso. A colpire nel segno le lacrime e la disperazione dei lavoratori e dei proprietari del pastificio Rummo che, nell’immediato, avevano fatto scattare un’altra campagna virale, quella di #saveRummo: sui social, di profilo in profilo, si sono moltiplicati gli appelli all’acquisto dei prodotti del noto pastificio, un vero fiore all’occhiello del made in Italy.

Benevento distruzione fabbricatiBenevento detriti

E così, spontaneamente, un’ondata di buone notizie e vendite da record hanno baciato l’azienda che, nella persona del proprio leader Cosimo Rummo, si è commossa di fronte alla generosità dell’Italia intera. Ma a colpire anche tante altre azioni di supporto come #SporcheMaBuone, la campagna per acquistare il vino della cantina Solopaca, leader nel settore vitivinicolo beneventano: centinaia di bottiglie ricoperte da una dura corazza di fango, ma contenenti al proprio interno un nettare intatto e profumato, sono state acquistate dai locali nonostante il momento di grande difficoltà.

Benevento soccorsi alluvione

La città che si rialza

A poco più di un mese da quei tragici eventi, i cittadini riprendono le loro abitudini. E mentre l’acqua si ritira e il fango viene lavato via, gli esercizi commerciali riaprono: non c’è stato spazio, qui, per la disperazione fine a se stessa. Armati di pale, stivaloni e giacche a vento i Beneventani si sono rimboccati le maniche e si sono messi all’opera. Il centro storico, che comunque non aveva subito danni, si ripopola riscaldato dalle temperature lievi delle settimane a seguire.

Benevento Chiesa

Già in occasione della festa di Ognissanti, nella cornice della manifestazione “Notte delle streghe”, ormai giunta alla sua IV edizione, il cuore della città era tornato a pulsare con mostre, concerti e recital sparsi per le vie del centro.

La zona industriale di Benevento resta l’unica a portare ancora i segni visivi della furia della natura: melma che ancora si ammassa ai lati delle strade, segni lasciati dall’acqua che ora si è ritirata a livelli più sicuri, pali e cartelli stradali divelti, fabbricati che spuntano come fiori in mezzo ad un mare in tempesta. Qui e lì tanti volti che da quel 15 ottobre non hanno ancora messo via gli stivaloni di gomma e che assieme ai Vigili del Fuoco ancora lottano col fango.

La vita qui sembra quella di sempre. Alla stazione i pendolari vanno e vengono nel loro tran tran quotidiano, le attrazioni del posto come il Bue Api, la Chiesa di Santa Sofia, l’Anfiteatro Romano, il Duomo o l’arco di Traiano si asciugano al sole dell’autunno come enormi lucertole di pietra. Perfino i turisti posano allegramente vicino ai due torrenti (il Sabato e il Calore) che con il loro sciabordio hanno da sempre scandito il ritmo della città. Anche il Museo del Sannio, proprio in queste settimane, sta registrando un trend positivo in termini di visite.

Gli studenti del giovane ateneo sannita invadono un'altra volta le strade, libri sotto al braccio; ora non temono più il fiume che aveva minacciato i propri sogni. Anche i bambini sono tornati alla normalità, sereni, come sereni sono i genitori che non dovranno più temere di mandarli a scuola quando piove.

Benevento arco di Traiano


Adesso il sole splende su Benevento: il tepore dell’autunno, che tinge di mogano le foglie secche che scricchiolano sotto i piedi dei passanti. La voce del fiume Calore non è più un boato ma piccina, anche se stenta a tornare limpida. I Beneventani sorridono di nuovo: la città delle streghe, sulle sue gambe, ha scacciato anche questo Maleventum.

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