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Beatles in India tra meditazione, successo e incomprensioni

L'incredibile storia dei Beatles raccontata da un viaggio. Torniamo al 1968 con il soggiorno spirituale dei Beatles in India nell'ashram di Maharishi Mahesh Yogi

Beatles in India tra meditazione, successo e incomprensioni

L’emblema di una Nazione, i simboli indiscussi di un’epoca, icone di stile e mito immortale per intere generazioni. Ecco il ritratto, lucido e patinato, della rock band più famosa al mondo: The Beatles!

Ben prima dello storico viaggio dei Beatles in India, del successo planetario che cambierà per sempre il mondo della musica e delle incomprensioni interne che decretarono lo scioglimento del gruppo, i fantastici Fab Four - soprannome della band – videro la luce in quel di Liverpool, grazie all’incontro, nel 1957, tra John Lennon e Paul McCartney, cui nel 1958 si aggiunse il chitarrista George Harrison.

Bisognerà attendere il 1962 per assistere alla formazione completa: a John Lennon, Paul McCartney e George Harrison, si aggiunge, infine, Ringo Starr.  

Raccontare la storia dei Beatles, certo, non è un’impresa facile. La realtà si mescola alla fantasia, assumendo quasi le sfumature della leggenda. Ecco, perché, non a caso, dopo oltre quarant’anni dal loro scioglimento, nonostante la morte di due dei componenti (Harrison e Lennon), i Beatles continuano a essere un punto di riferimento nel panorama musicale mondiale.

L'ashram di Maharishi Mahesh Yogi a Rishikesh, capitale mondiale dello yoga

Un successo universale e non sempre gestibile, la voglia di sperimentare un sound più mistico, il fascino esercitato della reincarnazione e la voglia di spiritualità, spingono i Beatles in India, proprio nel momento clou della popolarità.Dallo stile musicale inconfondibile – basato su rock&roll rudimentale, con arrangiamenti sperimentali e un rock psichedelico accostato alla musica da camera e a quella indie – con la classica pettinatura a caschetto simmetrico con la frangia, il gruppo divenne un punto di riferimento, sulla scena britannica prima nazionale e internazionale, poi.

Foto: "Meditation chambers at the old Maharishi Mahesh Yogi Ashram, now in ruins, Muni Ki Reti" di Ogimogi Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons

E’ il 16 febbraio 1968: i Beatles, con le rispettive compagne, amici e membri dello staff, volano in India per seguire il corso di Meditazione Trascendentale con Maharishi Mahesh Yogi, incontrato l’anno precedente prima a Londra e poi a Bangor.                                                                                                    

Il nuovo percorso di vita, il corso di meditazione trascendentale all’ashram, una sorta di monastero ai piedi dell' Himalaya, l’influenza di Maharishi Mahesh Yogi, cambiano per sempre il corso della storia dei quattro ragazzi di Liverpool.

Una foto L’arrivo dei Beatles in India diventò un’importante cassa di risonanza nel mondo intero: sempre più giovani, spinti dalla voglia di voler emulare i propri idoli, intrapresero un percorso spirituale, improntato sulla meditazione e sula ricerca di sé, riversandosi in massa in quei luoghi “calpestati” dai mitici Fab Four.

L'ashram di Maharishi Mahesh Yogi, situato nei pressi di Rishikesh, considerata la capitale mondiale dello yoga, a differenza delle altre case di meditazione – austere e spartane - era lussuoso, ricco e confortevole: i bungalow in cui soggiornavano gli ospiti, erano in pietra e dotati di acqua corrente e riscaldamento. Più una sorta di resort di lusso che un luogo spirituale!

La vita al monastero scorreva placida e tranquilla: tutti i pasti, soprattutto vegetariani – preparati da un cuoco inglese - erano consumati nella sala comune all’aperto, mentre il momento clou della giornata era costituito dalle sessioni di meditazione e dalle conferenze in auditorium, supervisionate da Maharishi Mahesh Yogi, il quale discuteva con i suoi adepti, adagiato su di un letto profumato di fiori.

Il viaggio dei Beatles in India non poche ripercussioni ha avuto sul modo di suonare della band inglese: la maggior parte dei brani contenuti in White album e in Abbey road, hanno visto la luce proprio nel monastero himalayano.

Ma, all’improvviso, qualcosa cambia, si rompe, irrimediabilmente: inizia il declino della storia dei Beatles.

Il protagonismo, sempre più crescente dello Yogi, l’accecante adulazione del maestro nei confronti della band, unite alle manie di protagonismo e alla voglia di arricchire l’ashram, i voli sul jet privato regalato a Maharishi Mahesh Yogi, le lunghe gite in barca sul Gange e la sempre più forte pressione esercitata dal pubblico – desideroso di vedere le esibizioni dal vivo in patria - decretarano la fine dell’esperienza dei Beatles in India.

Il primo ad abbandonare l’ashram fu Ringo Starr, McCartney rimase per svariate settimane, mentre John Lennon e George Harrison lasciarono l’India successivamente in preda a forti dubbi sul comportamento arrivista di Maharishi Mahesh Yogi.

Nonostante il soggiorno sia stato proficuo, generando capolavori musicali e una spiccata evoluzione spirituale dei quattro, il viaggio dei Beatles in India cambia la storia del gruppo: l’uso massiccio di alcool e sostanze stupefacenti, unite ai problemi personali che ognuno dei quattro portava già con sé, rese impossibile la prosecuzione del sodalizio tra i membri della band. 

Maharishi Mahesh Yogi: guida spirituale e presunto profittatore dei Beatles in IndiaLo Yogi Maharishi abbandonò l'India negli anni settanta per alcune non risolte questioni fiscali, mentre l’ashram – un tempo meta di pellegrinaggio per i cultori della musica e dai fanatici della beatlesmania – è andato progressivamente in rovina, abbandonato ed espropriato dalle autorità indiane. Oggi, versa in condizioni disastrose.

Il 10 aprile 1970 finisce la storia dei Beatles come gruppo. Lucy in the Sky with Diamond, A Day in the Life, Let It Be, Yellow Submarine Abbey Road, Hey Jude e Here Comes the Sun – solo per citare alcuni tra i maggiori titoli di successo della band – sono solo un lontano ricordo.

Eppure, a distanza di anni, dopo la morte tragica di John Lennon per opera di un folle, la prematura dipartita di George Harrison e la carriera da solista di Paul McCartney e Ringo Starr, queste canzoni risuonano ancora nelle radio, immortali simboli di un’epoca che non c’è più.

Foto: "Maharishi Huntsville Jan 1978A" by Jdontfight - Template:Vernon Barnes PhD. Licensed under CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Forse, il destino era già scritto all’epoca del viaggio dei Beatles in India, forse i sentieri erano stati già tracciati dal fato.

Eppure, come ebbe a sottolineare George Harrison «mi piacerebbe pensare che tutti i vecchi fans dei Beatles siano cresciuti, si siano sposati, abbiano avuto bambini e siano tutti più responsabili, ma abbiano ancora uno spazio nei loro cuori per noi»: la storia dei Beatles continuerà all’infinito, diventando leggenda.

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