Serve aiuto?
02.92853971
Lun. - Ven. 9:30/19:00 | Sab. 9:30/13:00
Registrati

A spasso con Nerone

A spasso per la Città Eterna soffermandoci su 3 luoghi miliari per il famigerato imperatore incendiario

A spasso con Nerone

A dispetto della sua reputazione da incendiario, Nerone, o meglio Lucio Domizio Enobarbo Nerone Claudio Cesare Augusto Germanico, è stato uno degli artefici delle ricostruzione di Roma all’indomani del famoso incendio per cui tutti lo ricordiamo.

Antica statua in marmo raffigurante Nerone

La storia ancora non ha stabilito se l’imperatore fosse la mano che armò gli incendiari o meno, ma certo è che, domate le fiamme dello spaventoso incendio nel 65 d.C., incaricò gli architetti Celere e Severo di ricostruire la città dandole l’antico splendore. Perciò andiamo a spasso per Roma alla scoperta delle pietre miliari legate alla vita di questo mostro sacro dell’antichità.

«Bene! Finalmente posso cominciare a vivere come un essere umano! » fu la frase che l’imperatore pronunciò al suo ingresso presso la Domus Aurea a Roma, che divenne la sua residenza. Costruita nel 64 d.C. in mattoni e in pietra e abitata dall'imperatore nei pochi anni tra l'incendio e la sua morte nel 68 d. C., gli estesi rivestimenti in oro colato che le diedero il nome non erano gli unici elementi stravaganti dell'arredamento: vi erano soffitti stuccati incrostati di pietre semi-preziose e lamine d'avorio, splendidi affreschi, in parte ancora oggi visibili ad esempio nella Sala di Achille e Sciro, che fecero sospirare grandi artisti del passato quali Michelangelo e Pinturicchio. 

Domus Aurea: Sala di Achille e Shiro, Roma

La residenza dell'imperatore giunse a comprendere il Palatino, le pendici dell'Esquilino (Colle Oppio) e parte del Celio, per un'estensione di circa 250 ettari.

La maggior parte della superficie era occupata da giardini, con padiglioni per feste o di soggiorno. Al centro dei giardini, che comprendevano boschi e vigne, nella piccola valle tra i tre colli, esisteva un laghetto, in parte artificiale, sul cui sito sorse più tardi il Colosseo.

Una delle sale della Domus Aurea, Roma

La Domus Aurea, chiusa nel 2004 a seguito di un crollo, oggi, in attesa del completamento dei lavori di restauro e messa in sicurezza previsto nel 2018, è parzialmente visitabile il sabato e la domenica solo su prenotazione fino al 28 dicembre 2015.

Ma come sarebbe possibile parlare della Città Eterna e di uno dei suoi più illustri avi senza menzionare il Colosseo? Sono in pochi a sapere che il Colosseo prende il nome dalla vicina statua del Colosso di Nerone e dalla sua colossale grandezza. Originariamente conosciuto come Amphitheatrum Flavium o semplicemente come Amphitheatrum, è il più grande anfiteatro del mondo.

Il Colosseo 72 d.C.

Situato nel centro di Roma, accanto alla Domus Aurea, e in grado di contenere un numero di spettatori stimato tra 50.000 e 75.000 unità, è il più importante anfiteatro romano, nonché il più imponente monumento della Roma antica che sia giunto fino a noi, conosciuto in tutto il mondo come simbolo della città di Roma e uno dei simboli d'Italia. Inserito nel 1980 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dall'UNESCO, assieme a tutto il Centro storico di Roma, le Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia e la Basilica di San Paolo fuori le mura, nel 2007 il complesso è stato anche inserito fra le Nuove Sette Meraviglie del mondo, a seguito di un concorso organizzato da New Open World Corporation.

Ma dove riposano le membra di Nerone? A Roma un’intera zona prende il toponimo “Tomba di Nerone”: si tratta, infatti, della cinquantatreesima zona di Roma nell'Agro Romano. Si trova nell'area nord di Roma, a ridosso ed internamente al Grande Raccordo Anulare, lungo la strada statale 2 Via Cassia.

Sarcofago di Publio Vibio Mariano erroneamente creduto la Tomba di Nerone

La zona prende il nome da un monumento sepolcrale, edificato lungo l'antica via consolare Cassia nella seconda metà del III secolo, erroneamente ritenuto la tomba di Nerone a causa di una credenza popolare sorta nel medioevo; questo monumento, infatti, è il sarcofago di Publio Vibio Mariano, proconsole e preside della Sardegna e prefetto della Legio II Italica. Il senato decretò per Nerone la damnatio memoriae ma permise comunque le esequie private, alla presenza di pochi fedelissimi rimasti, tra i quali l'ex amante e concubina Claudia Atte, liberta della famiglia dell'imperatore, e le sue due nutrici Egloge e Alessandria.

Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma (XI secolo) sotto cui sono sepolte le ceneri di Nerone

Il corpo di Nerone fu cremato, avvolto nelle coperte bianche intessute d'oro da lui usate alle ultime Calende di gennaio, e le sue ceneri deposte in un'urna di porfido, sormontata da un altare di marmo lunense, nel mausoleo della famiglia paterna. Il luogo di sepoltura era il Sepolcro dei Domizi al Campo Marzio, sotto l'attuale basilica di Santa Maria del Popolo, sul colle Pincio.

Ed è immerso nell’aria impalpabile della Caput Mundi che il Nerone della storia continua a volgere il suo sguardo sulla Città Eterna.

A spasso con Nerone Valutazione: 5.00 su 5 Basato su 5 voti.
Articolo pubblicato il
A spasso con Nerone
apri
Offerte di viaggio