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10 consigli utili per chi viaggia in autostop

Mano protesa e pollice in su: ecco dieci utili consigli per viaggiare in tutta sicurezza in autostop e diventare dei "rimorchiatori" provetti

10 consigli utili per chi viaggia in autostop

Una lunga fetta d'asfalto da percorrere, ma senza alcun mezzo a disposizione, se non le proprie gambe, allora non resta che un'unica soluzione: mano protesa e pollice in su. Ed ecco che dopo numerosi e interminabili minuti, un'auto si ferma e il viaggio può cominciare.

È l’antica “arte dell’autostop”, un tempo diffuso metodo per viaggiare gratuitamente, approfittando della gentilezza dell’automobilista o del camionista di turno.

Tuttavia, per molti l'autostop non corrisponde esattamente ad elemosinare un passaggio, ma rappresenta un vero e proprio stile di vita e di viaggio. Nell'epoca dei social network, conoscere persone casualmente in questo modo può sembrare in controtendenza, oltre che una pratica piuttosto vintage, eppure, c’è chi giura che sia la maniera più divertente di spostarsi.

Ovviamente bisogna stare molto attenti, allora ecco di seguito alcuni utili suggerimenti per fare l'autostop in maniera sicura e, perché no, avere più chance di essere “rimorchiati’’.

  • Crea il tuo itinerario. Prima di partire può essere utile creare un itinerario da seguire, soprattutto se la meta finale è imprescindibile, ma nulla vieta di vivere il viaggio in autostop alla giornata definendo di volta in volta le tappe.
  • La scelta del posto dove fare l'autostop è fondamentale. Sono preferibili luoghi quali stazioni di servizio o parcheggi dei bar fuori città, o comunque quelle vie che conducono fuori dalla zona urbana. Ottime le strade larghe e con un'ampia visibilità, come anche le rotonde e i semafori.
  • Via cappello e occhiali scuri e sì a indumenti dai colori sgargianti. Meglio non coprire il proprio volto, non abbiamo nulla da nascondere, e il conducente necessita di saperlo. Magliette con stampe vistose o colorazioni particolari (arancione, giallo, verde acido o rosso) attireranno l'attenzione.
  • La postura. Assumere pose improbabili pur di farsi notare è controindicato. Sciolti, rilassati e il classico pollice in su: basta questo.
  • Di notte no. Una volta calato il sole è sconsigliabile fare l'autostop. Perché? Innanzitutto per una questione di sicurezza. La visuale è ridotta e nonostante ci si sia posizionati all'estremo lato della carreggiata, qualche mezzo potrebbe non distinguere l'autostoppista. I mezzi in circolazione, inoltre, sono di meno, i rispettivi proprietari più guardinghi o più loschi, dipende dai punti di vista.
  • Two is meglio che one’’. Viaggiare in coppia è l'ideale. Si può fare sempre affidamento sul partner in casi di difficoltà. Nella circostanza in cui un uomo e una donna siano insieme, dovrà essere proprio quest'ultima a chiedere il passaggio. Bisogna dirlo: oltre ad attrarre maggiormente gli automobilisti, ispira anche maggior fiducia. Dopodiché, sarà il “gentleman’’ a sedersi davanti.
  • Guardare in faccia chi ci sta offrendo la corsa e domandare dove sia diretto. Se la persona ha un'aria un tantino losca o qualcosa di lei non ci convince, allora meglio declinare gentilmente l’offerta con una scusa. Indispensabile è chiedere dove farà tappa. Andare avanti è importante, ma è inutile farlo se le mete non combaciano e/o non rispettano l'itinerario delineato.
  • I camionisti: una risorsa. Spesso gli autotrasportatori si dimostrano i più generosi nel concedere uno "strappo". Compiono lunghi spostamenti e ricoprono lunghe distanze in solitudine, senza scambiare quattro chiacchiere con anima viva. Pertanto, saranno ben lieti di trascorrere qualche ora in compagnia. E poi la sanno lunga sulle strade più corte per giungere a destinazione. I migliori posti in cui trovarli sono gli autogrill e le tavole calde.
  • Non addormentiamoci e parliamo. Sarebbe a dir poco antipatico crollare una volta saliti a bordo del veicolo del nostro “benefattore’’. Facciamo di tutto per restare vigili e svegli. Ma se appisolarsi è da maleducati, non proferir parola lo è ancor di più. Dopo esserci posizionati nell'abitacolo, cerchiamo di crare una situazione piacevole parlando del più e del meno evitando così imbarazzanti silenzi.
  • Istinto e buonsenso restano due qualità e caratteristiche che possono fare dell'autostoppista un viaggiatore provetto, nonché un individuo capace di sapersi muovere in qualsiasi situazione, sapendo cogliere e ponderare ogni opportunità che lo porteranno a proseguire nel suo cammino.

Allora non vi resta che creare l'itinerario, seguirlo e non demordere mai: proprio nel momento in cui deciderete di abbandonare la postazione potrebbe arrivare la "vostra macchina''. Quindi pazienza, pollice ben dritto puntato verso il cielo e...... buon autostop!

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